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      <title>partitodemocratico.info</title>
      <link>http://www.partitodemocratico.info</link>
      <description>Associazione per il partito Democratico</description>
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<![CDATA[LIBERARE LE POTENZIALITA’ ITALIANE]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=128</link>
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<![CDATA["Per governare l'Italia in un periodo di rapido cambiamento, per ridare al nostro Paese un ruolo adeguato nel contesto internazionale, per liberare tutte le  energie di  un tessuto sociale e culturale ricco e molteplice, c'è bisogno di una politica nuova nei contenuti e nei metodi, che chiami a raccolta tutte le energie del Paese  e le aiuti a interpretare una piattaforma di valori comuni. Per questo nasce il Partito Democratico."<em><br /><a href="/UserFiles/File/Documenti/LIBERARE7DEF.pdf"><br />scarica e leggi il resto del documento</a></em><em />]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[news associazione]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 15:03:22 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Siamo vicini alla meta]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=127</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: center;">
<h3>COMUNICATO STAMPA</h3>
Associazione per il Partito Democratico &ndash; 30 luglio 2007<br /></div>
<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Siamo vicini alla meta</span><br />L'Associazione per il Partito Democratico della Liguria saluta con soddisfazione la consultazione per l'elezione della Costituente del Partito Democratico del 14 Ottobre, obiettivo che l'Associazione ha perseguito fin dalla propria nascita e in coerenza con l'impegno assunto all'atto della sua costituzione l'APD conferma che si scioglierà quando, a conclusione dei lavori della Costituente, il Partito Democratico sarà fondato e operante. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Unità nel confronto</span><br />Da qui al 14 ottobre l'APD sarà impegnata a lavorare affinché le elezioni della Costituente e delle assemblee regionali abbiano pieno successo, cercando di favorire un'ampia partecipazione di cittadini e la possibilità di confronto e di scelta fra più piattaforme programmatiche e più candidati segretari. <br />L'APD non sosterrà direttamente nessuna candidatura ma giudica una grande ricchezza la presenza di più candidati segretari nazionali e auspica che anche nella nostra regione possa esserci un confronto fra più personalità e più progetti politici. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Sostegno alla partecipazione</span><br />Per coloro che pensano che la politica sia un servizio questo è il momento di venire allo scoperto, di formare liste, di candidarsi. L'APD lo chiede in primo luogo ai giovani e alle donne, agli esponenti della società civile, ma anche a quegli iscritti ai partiti che alla politica hanno sempre dato molto, si sono sempre impegnati senza nulla chiedere. <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Documento programmatico</span><br />Quelli che decideranno di intraprendere questo percorso potranno trovare nell'Associazione un forte sostegno, fermi restando la condivisione dei valori fondanti l'Associazione e di alcuni principi discriminanti come l'incompatibilità fra ruoli istituzionali e ruoli politici e la limitazione di mandati per gli incarichi istituzionali e politici. <br />Queste linee guida e l'impostazione programmatica dell'Associazione sono allo studio degli organismi dell'APD e verranno redatti in un documento conclusivo dall'Assemblea di tutti gli associati che si terrà il 4 settembre p.v. </div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[news associazione]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 18:12:52 -0500</pubDate>
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<![CDATA[16 giugno: assemblea nazionale Federazione Associazioni per il PD]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=123</link>
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<![CDATA[<font size="2" face="Arial" style="color: rgb(51, 51, 51);">
<div><br /></div>
<div>(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Il 16 giugno si riunira' a Roma </div>
<div>l'assemblea nazionale della Federazione delle Associazioni per </div>
<div>il Partito democratico (Fadp). Lo ha deciso, informa un </div>
<div>comunicato, il coordinamento nazionale della Fadp, riunitosi </div>
<div>sabato scorso, sotto la presidenza dell'<span style="font-weight: bold;">On. Stefano </span></div>
<span style="font-weight: bold;">Zara</span></font><font size="5" color="#000080" style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">, e con  </font></font>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">l'intervento della presidente della Federazione, <span style="font-weight: bold;">Annita  </span></font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2"><span style="font-weight: bold;">Garibaldi Jallet</span>.</font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">All'assemblea nazionale del 16 giugno interverranno i membri  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">del comitato dei garanti (<span style="font-weight: bold;">Cacciari, Castellani, Cofferati,  Elia, </span></font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2"><span style="font-weight: bold;">Pericu, Ricci, Rognoni, Salvati, Veca</span>) e i componenti dei  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">consigli direttivi delle Associazioni regionali e provinciali  di </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">tutta Italia. </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">La riunione del coordinamento e' stata poi dedicata all'esame  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">di un documento riguardante il processo costituente del Pd:  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">ultimata la redazione, le proposte della Fadp passera' al  vaglio </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">dei garanti e, successivamente, sara' reso noto e portato  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">all'attenzione dei leader dei partiti e dei gruppi associativi  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2"> <script type="text/javascript"><!--
D(["mb","impegnati nella creazione del nuovo soggetto in vista delle nu003c/font>u003c/div>nu003cdiv>u003cfont sizeu003d"2">elezioni per l&#39;Assemblea costituente del 14 ottobre. n(ANSA).u003c/font>u003c/div>nu003cdiv>u003cfont sizeu003d"2">COM-IAu003c/font>u003c/div>nu003cdiv>u003cfont sizeu003d"2">21-MAG-07 12:18 nNNNNu003c/font>u003c/div>u003c/div>n",0]
);
D(["ce"]);

//--></script> impegnati nella creazione del nuovo soggetto in vista delle  </font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">elezioni per l'Assemblea costituente del 14 ottobre.  (ANSA).</font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">COM-IA</font></div>
<div style="color: rgb(51, 51, 51);"><font size="2">21-MAG-07 12:18  NNNN</font></div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[news associazione]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Mon, 21 May 2007 18:27:51 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Adesione del senatore Raimondo Ricci]]> 
</title>
<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=120</link>
<description>
<![CDATA[<p class="MsoNormal">Caro Presidente,</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">desidero con la presente manifestarti la mia intenzione, maturata a seguito di un&rsquo;attenta riflessione, di aderire all&rsquo;Associazione ligure, da te autorevolmente presieduta, per la creazione di un nuovo soggetto politico destinato a raccogliere e mobilitare le grandi risorse della democrazia italiana che intendono impegnarsi in uno sforzo comune per valorizzare e attuare i principi derivanti dal liberalismo, dal socialismo democratico, dalle culture laica e cattolica, allo scopo di realizzare una nuova prospettiva di progresso democratico e sociale oltremodo necessario nella difficile fase politica che attualmente il nostro Paese sta attraversando.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Questo nuovo soggetto politico, che mi piacerebbe chiamare Partito per il progresso democratico e sociale, non può a mio avviso nascere soltanto da un accordo, pur indispensabile, fra i partiti che si riconoscono nel progetto dell&rsquo;Ulivo ma deve coinvolgere in larghissima misura le aspettative, la disponibilità, le esigenze fortemente presenti nella società civile, in modo da realizzare concretamente un rinnovamento profondo, anche etico, della politica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Per questo, cioè per marcare fortemente l&rsquo;esigenza di un nuovo rapporto tra partiti politici e società civile, intendo entrare a far parte di un&rsquo;associazione nella quale confido di trovare piena rispondenza con le idee che ho maturato in ordine alle nuove e in gran parte inedite sfide con le quali la democrazia, i principi della sinistra e quelli che sono scritti con grande chiarezza nella Costituzione sono oggi chiamate a misurarsi.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Con un fraterno augurio,</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Genova, 21 marzo 2007</p>]]> 
</description>
<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[news associazione]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 17:41:27 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Coordinamento nazionale - il comunicato]]> 
</title>
<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=121</link>
<description>
<![CDATA[<p class="MsoBodyText">Si è riunito il 15 aprile, a Roma, il coordinamento nazionale della Federazione delle Associazioni per il Partito Democratico. La seduta, che si è svolta sotto la presidenza di Stefano Zara, è stata dedicata a un esame dei rapporti con gli altri gruppi associativi indipendenti &ndash; Cittadini per l&rsquo;Ulivo e Libertà e Giustizia &ndash; in vista dell&rsquo;elaborazione di una piattaforma politica condivisa. Sono stati inoltre discussi i nodi del percorso costituente del partito democratico, su cui la Federazione ha prodotto uno schema di proposta, attualmente al vaglio dei garanti, che sarà resa nota nelle prossime ore. </p>
<p class="MsoBodyText">I componenti la delegazione della FAPD che ha partecipato all&rsquo;incontro con il segretario dei Ds, Piero Fassino, hanno illustrato i contenuti del colloquio al centro del quale sono state le modalità di convocazione dell&rsquo;assemblea costituente del PD. Analoghi incontri sono previsti nei prossimi giorni con i leader del partito della Margherita, delle altre forze politiche e delle associazioni interessate alla nascita del nuovo soggetto politico. </p>
<p class="MsoBodyText">Il coordinamento ha poi esaminato un piano di espansione organizzativa e territoriale che prevede l&rsquo;imminente apertura di una sede nazionale nella Capitale e l&rsquo;integrazione dell&rsquo;ufficio di presidenza con l&rsquo;ingresso del presidente dell&rsquo;APD lucana, Romualdo Coviello. Coviello, professore universitario, già senatore e attualmente presidente del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA) affianca, con il compito di coordinatore per regioni meridionali, la presidente Annita Garibaldi Jallet e i componenti l&rsquo;ufficio di presidenza, Giorgio Bogi, Federico Formisano, Claudio Lodici, Piera Perria, Ignazio Puleo, Riccardo Sarfatti.<span style="">    </span></p>
<p class="MsoBodyText">E&rsquo; stato, infine, confermato che l&rsquo;assemblea nazionale si terrà nella seconda metà di giugno, all&rsquo;indomani del secondo turno delle elezioni amministrative, mentre il termine ultimo della campagna di iscrizioni resta fissato per il 31 maggio. </p>
<p class="MsoBodyText"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoBodyText">Roma, 17 aprile 2007</p>]]> 
</description>
<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[news associazione]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Tue, 17 Apr 2007 17:43:13 -0500</pubDate>
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<![CDATA[9 marzo 2007 comunicato dei rappresentanti dell' APD - Liguria nel Coordinamento Nazionale]]> 
</title>
<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=119</link>
<description>
<![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: right" align="right"><font face="Times New Roman" size="3">Genova, 9 marzo 2007</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: right" align="right"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Cari Amici, </font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"><font face="Times New Roman"><span style="mso-spacerun: yes">                </span>il giorno 2 marzo u.s, nel corso del Coordinamento nazionale delle Associazioni per il Partito Democratico, alcuni esponenti dello stesso e il portavoce Gregorio Gitti hanno deciso di uscire dal Coordinamento stesso e di dar luogo ad una Associazione a parte formata soprattutto da aderenti su base individuale.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Le Associazioni regionali della Basilicata, del Veneto, del Piemonte, della Lombardia, del Lazio, della Toscana, della Liguria e della Valle d&rsquo;Aosta, regolarmente costituite, hanno deciso di proseguire il percorso che si concluderà a breve con la costituzione, su base federale regionale, dell&rsquo;Associazione nazionale.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Questo percorso è aperto all&rsquo;adesione di altre Associazioni regionali regolarmente costituite che si vorranno aggiungere.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">L&rsquo;unico soggetto abilitato ad usare il marchio e il simbolo dell&rsquo;Associazione nazionale per il Partito Democratico è la costituenda Associazione formata dalle Associazioni regionali sopraindicate.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Il giorno 7 marzo u.s a Firenze queste stesse associazioni, &ldquo;Libertà e Giustizia&rdquo;, &ldquo; I Cittadini per l&rsquo;Ulivo&rdquo;e il &ldquo;Movimento ecologista&rdquo; hanno deciso di costituire un coordinamento permanente fra loro. In allegato il Comunicato che è stato diffuso per darne notizia.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Affettuosi saluti.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">I rappresentanti dell&rsquo; APD - Liguria nel Coordinamento Nazionale</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Giorgio Bogi </font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><font face="Times New Roman" size="3">Stefano Zara</font></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-JUSTIFY: inter-ideograph; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><o:p><font face="Times New Roman" size="3"> </font></o:p></p>]]> 
</description>
<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[news associazione]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Fri, 09 Mar 2007 18:01:39 -0600</pubDate>
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<title>
<![CDATA[«Firmo per il referendum, il voto va cambiato»]]> 
</title>
<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=126</link>
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<![CDATA[<h2 style="text-align: justify; color: rgb(51, 51, 51);">intervista del Corriere a Enrico Letta</h2>
<div style="text-align: justify; color: rgb(51, 51, 51);"> 	    <!--
<td class="story-title" width="10" align="right" nowrap>
   
</td>
-->                                                                                                                                                 </div>
<div class="articolo" style="text-align: justify; color: rgb(51, 51, 51);"><em>dal "Corriere della Sera"</em> del 22 luglio 2007, di <em>Aldo Cazzullo</em><br /> <em>"Il sottosegretario scioglierà la riserva martedì: «Firmo per il referendum, il voto va cambiato»"</em><br /> <br /> <img width="160" height="126" align="left" alt="" src="http://partitodemocratico.info/lorenzobasso1/images/articles/20070722091455919_1.jpg" />ROMA &mdash; <strong>Enrico Letta ha vissuto un mese intenso. Durante la settimana</strong>, la trattativa sulle pensioni. Nei weekend, l&rsquo;ascolto in giro per il Paese. Oggi firmerà il referendum: «Penso sia lo stimolo giusto perché il Parlamento approvi una legge elettorale sul modello tedesco, quello vero, con una soglia di sbarramento non fittizia». Dopodomani annuncerà la sua decisione sulla candidatura alla guida del partito democratico. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha davanti a sé le ultime 48 ore di riflessione, ma è evidente che ormai non potrà sottrarsi.<br /> <br /> «<strong>È stato davvero un mese importante, decisivo</strong> &mdash; racconta dalla sua Pisa, di ritorno da Torino e <strong>Genova</strong> e in partenza per l&rsquo;Abruzzo &mdash;. Non ho viaggiato solo nel Nord-Est, in Veneto e nel Trentino di Lorenzo Dellai, una delle persone con cui mi trovo più in sintonia; sono stato anche nel Mezzogiorno, a Bari e a Napoli. E poi in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana. Devo dire che dappertutto, sia dagli imprenditori, sia dagli amministratori, e anche dai presidenti della Sardegna Soru, delle Marche Spacca e della Basilicata De Filippo, sia dai giovani è arrivata un&rsquo;indicazione univoca: la richiesta di primarie vere. Dai miei interlocutori è venuta una spinta molto forte a decidere per il sì. Le primarie sono belle quando non c&rsquo;è un leader designato, ma tante candidature. Certo: sarebbe faticoso. Si tratterebbe di trovare 2500 candidati in tutta Italia; se ho atteso a lungo, è anche perché ci sono grandi difficoltà organizzative da superare».<br /><br />Ma non è soltanto questo. «L&rsquo;incertezza, il dubbio, sono una delle categorie umane più importanti e positive. Questo mese mi è servito anche a riflettere sulle attuali difficoltà del centrosinistra e su come dovrà essere il partito che nascerà il 14 ottobre». A chiedergli cosa lo divida da Veltroni, dalla Bindi, da Colombo, Letta risponde in due modi. Evitando la contrapposizione diretta. Ma distinguendosi, con un&rsquo;idea del partito democratico legata alla propria formazione e anche alla propria generazione.<br /> <br /> «<strong>Walter, Rosy, Furio hanno fatto benissimo. Sono loro grato.</strong> Decidendo di candidarsi hanno deciso di rischiare, e quindi ci hanno dato una lezione perché il rischio è il seme della politica. Sono tre personalità che stimo, pur avendo con loro rapporti e consuetudini diverse. Ma la logica delle primarie impone a chi pensa di aver qualcosa da dire in più, di avere qualcosa di positivo da portare, di farlo con la candidatura». Una lista con il proprio nome in appoggio a un altro può non essere sufficiente: «La via maestra è metterci la propria faccia. Prendiamo le primarie negli Stati Uniti. Se due anni fa i dirigenti del partito democratico americano si fossero riuniti e avessero designato, ad esempio, Hillary Clinton, convincendo gli altri candidati a ritirarsi, le primarie sarebbero state molto meno coinvolgenti di quanto non siano con Obama ed Edwards in campo».<br /> <br /> <strong>Senza considerare che in Italia esiste una questione specifica, quella generazionale.</strong> «C&rsquo;è una generazione tra i trenta e i quarant&rsquo;anni che nella politica è poco rappresentata, come denuncia Adinolfi. Certo non mi rivolgo soltanto ai miei coetanei. Ma non mi chiamo fuori: di quella generazione faccio parte; e credo che abbia molto da dare, soprattutto al partito democratico. Perché il Pd è il primo partito postideologico. E noi siamo la prima generazione postideologica. Ci siamo formati negli anni Ottanta; anni bistrattati, che in realtà sono stati straordinari. E non soltanto per la musica, la tv, il cinema, il design. Non è vero che siano stati soltanto gli anni del riflusso; la formazione di chi era ragazzo allora è stata forse più equilibrata di quella della generazione precedente. Questo ci rende per certi aspetti più liberi». Gli esempi che si potrebbero fare sono molti. «Aver cominciato a seguire la vita pubblica dopo la crisi delle ideologie ci ha avvantaggiati. Non essendoci mai illusi, non abbiamo vissuto la fase della disillusione». Da qui un atteggiamento più equilibrato, anche nei confronti dell&rsquo;America: «Prima di noi è cresciuta una generazione critica, e anche giustamente: erano gli anni del Vietnam. Qualcosa di simile sta accadendo ora con l&rsquo;America di Bush che scatena la guerra in Iraq. Per noi l&rsquo;America era il grande avversario dell&rsquo;Unione sovietica, un Paese che davvero non esercitava su di noi alcuna attrattiva, così come la Cina postmaoista. Abbiamo amato gli Stati Uniti, fin da subito; e questo ci rende liberi, quando occorre, di criticarli». Letta si guarda dall&rsquo;impostare il suo progetto sulla contrapposizione generazionale, tanto meno di ergersi a portabandiera di trentenni e quarantenni.<br /> <br /> <strong>L&rsquo;obiettivo è prendere il meglio di un&rsquo;esperienza e di una formazione, e portarlo nel Pd.</strong> «Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po&rsquo; come l&rsquo;enciclopedia Wikipedia, un po&rsquo; come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu. Non deve porsi per prima la questione della mediazione, che è importante, ma dovrà seguire; il Pd deve innanzitutto dire la sua». Letta dirà la sua già oggi sul referendum. «Firmo». A ricordargli che in molti nel Pd hanno esitato a sostenere il referendum nel timore di destabilizzare il governo, risponde che «l&rsquo;unico modo per indurre il Parlamento ad approvare una nuova legge elettorale è creare un vincolo esterno. Come accadde all&rsquo;inizio del decennio scorso, quando il referendum costrinse le Camere a varare la legge Mattarella, di cui solo ora si comprende il valore. Magari la si potesse ripristinare. Purtroppo la legge Calderoli ha creato un sistema, con il Parlamento nominato dai capi partito anziché eletto dal popolo, che va assolutamente smantellato». E siccome la nuova legge avrà bisogno di un vasto consenso, «l&rsquo;unico modello che può avere una larga maggioranza e nello stesso tempo combattere la frammentazione e difendere la governabilità è il sistema tedesco. Credo anche sia il modello che meglio si adatta alle esigenze del partito democratico». A chiedergli se la nuova leadership del Pd non indebolirà il governo in carica, Letta ha uno scatto: «L&rsquo;accordo sulle pensioni dimostra che il governo Prodi c&rsquo;è, eccome».<br /> <br /> <strong>Letta ne è molto soddisfatto, anche pensando alla propria generazione</strong>: «È stata una prova di riformismo dei fatti, non delle parole. Certo, tutto è perfettibile. Ma abbiamo raggiunto tre obiettivi. Tutelare i giovani e i precari, con il riscatto della laurea, la totalizzazione dei contributi per evitare che un solo euro versato vada sprecato, e i contributi figurativi per garantire i collaboratori a progetto. Aumentare le pensioni più basse. E assicurare la tenuta del sistema previdenziale nel modo imposto dalla demografia, innalzando l&rsquo;età pensionabile». Letta però non intende intestarsi il merito, pur rivendicando di non «aver mai mollato, non essermi mai alzato dal tavolo e aver sempre invitato gli altri a restarci».<br /> <br /> <strong>È stato un lavoro di squadra, con i ministri Padoa Schioppa e Damiano.</strong> Ma il protagonista è stato il vituperatissimo Romano Prodi. «Parliamoci chiaro: la palla l&rsquo;ha messa in porta lui. Anche nella notte finale, il ruolo decisivo è stato suo. Spero che la cosa sia chiara, e che se ne rendano conto tutti». </div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 18:15:00 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Per una città (e un governo) sostenibile]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=114</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span class="sommario" style="font-style: italic;">"Prc può non essere d´accordo ma non nascondersi dietro un dito"</span><br /><span class="firmaLista"></span>VEDREMO come andrà a finire la crisi del governo Prodi. Mi auguro che abbia un esito positivo e si possa continuare a governare l´Italia.<br />Per impedire però che tra sei mesi si ripresenti la stessa situazione è necessario ormai un chiarimento con la sinistra "estrema" e, al suo interno, sulla sua partecipazione al governo del Paese. Non si tratta solo dei due voti mancati ma dei 10, 20, 30 che, ad ogni votazione, dichiarano la loro indisponibilità e che solo all´ultimo momento, dopo numerosi appelli e pressioni, decidono di allinearsi. Questo tormento - bisogna essere chiari - è alimentato anche da dichiarazioni e atteggiamenti di alcuni segretari di partito, singoli o associati, come di Rifondazione o dei Comunisti italiani e qualche volta dei Verdi che pensano che si possa contemporaneamente far parte del governo ed essere anche all´opposizione logorando l´immagine e la capacità politica della coalizione. Si tratta di scegliere una volta per tutte.<br />Questo ragionamento deve valere anche a livello delle amministrazioni locali e regionali. Non si sente alcun bisogno di alleanze ballerine, di cose non dette, di furbizie con le quali tenersi le mani libere per il futuro.<br />Il problema è sì vincere le elezioni ma anche essere in grado di governare stabilmente e anche l´esperienza locale ci dice che non possiamo stare tranquilli.<br />Le primarie del Centrosinistra non hanno stabilito un programma dettagliato dell´Unione, escluso la genericissima base minima che è stata sottoscritta da tutti e tre i partecipanti, e chi ha prevalso non è stato portatore di un programma definito sul futuro della città e sui suoi nodi concreti. L´obiezione quindi del Segretario di Rifondazione comunista è inconsistente. Bene fa Stefano Zara a chiedere un chiarimento, a cominciare dalle questioni già decise con un iter democratico e istituzionale da questa Amministrazione (per esempio l´inceneritore e il Terzo Valico). Questo proprio per evitare che l´ambiguità su questi punti possa dar luogo nel futuro a un gioco di interpretazioni e di disimpegni. <br />Rifondazione comunista è assolutamente libera di dire che è o non è d´accordo, chiarendo quindi la sua posizione ma non si può nascondere dietro un dito. Anzi la sua reazione fa comprendere che questo chiarimento è proprio necessario. <br />Naturalmente i problemi non sono solo quelli già decisi ma anche altri che andranno definiti esattamente.<br />Personalmente ritengo che i temi dello sviluppo economico e del lavoro, ma anche del traffico, della manutenzione dei quartieri, della dimensione sociale della città, della sicurezza dei cittadini, dell´ambiente, dell´inclusione degli immigrati siano particolarmente importanti. In particolare mi augurerei un grande e realistico piano per fare di Genova una città sostenibile dal punto di vista ambientale e un forte progetto di inclusione, di integrazione e di valorizzazione dei numerosi immigrati, per fare di loro cittadini responsabili a tutti gli effetti.<br />Sarebbe bello infine stabilire in alcune occasioni delle buone prassi di partecipazione democratica, alla fine della quali c´è però un´opinione prevalente, che diventa decisione definitiva, valida per tutti. <br />I cittadini hanno diritto alla chiarezza e assieme alla responsabilità di chi amministra la cosa pubblica, senza essere costretti a vivere una sorta di "rivoluzione permanente".<br /></div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 17:24:26 -0600</pubDate>
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<![CDATA[Se il partito democratico diventa indispensabile]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=113</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;">La crisi di governo che appare oggettivamente lontana delle vicende politiche genovesi poiché è stata determinata da ragioni legate alla politica estera, ha invece qualcosa da insegnare anche a noi che stiamo preparando le elezioni amministrative. <br />Insegna in particolare che se il governo del Paese come della città, non si fonda su intese certe e coalizioni coese, prima o poi i nodi vengono al pettine. In molti affermano, ed io tra questi, che se ci fosse stato più Ulivo nelle elezioni politiche del 2006 e più Ulivo nel programma del governo non ci troveremmo nell´attuale empasse.<br />Ci possiamo chiedere cosa sta succedendo a Genova e in Liguria a questo riguardo.<br /></div>
<p class="articolo" style="text-align: justify;">Spesso la città e la regione sono state descritte come laboratori politici che precedono gli eventi nazionali. Non vi è dubbio che in questa direzione è andata la scelta di costituire il gruppo unico dell´Ulivo in Regione, come la scelta, annunciata, di mettere in campo una lista unitaria dell´Ulivo per le prossime elezioni amministrative, come infine quella, realizzata, di far precedere questo evento dalle elezioni primarie. Tra l´altro a Genova, appunto città laboratorio, a seguito di queste scelte, si è consumata la fuoriuscita dai Ds di un gruppo di dissidenti che si sono associati alla sinistra radicale che, per quanto unita, complessivamente non ha ottenuto un risultato positivo alle primarie. <br />Ma come si va avanti? Sembra quanto mai opportuno che le forze che si riconoscono nell´Ulivo oggi, e domani nel Partito Democratico, confermino le loro scelte tempestive e coraggiose mettendo mano a un programma, dell´Ulivo appunto, che dia sostanza e contenuto a queste scelte. <br />Nulla di più di un programma può dare identità, dignità e valore a una proposta politica come quella di un partito nuovo. Nulla può rappresentarlo meglio questo partito di un programma davvero riformista, e il cuore di un programma davvero riformista sul territorio non può che essere lo sviluppo cioè la creazione delle condizioni strutturali necessarie per affrontare positivamente la competizione con gli altri territori.<br /> «Obiettivo prioritario è la crescita per ottenere piena e buona occupazione». Così Piero Fassino nella mozione per il quarto congresso nazionale ds. Certo non solo questo è un programma riformista, ma non c´è programma riformista senza questo obiettivo. Occorre naturalmente partire dai bisogni dei cittadini e dai loro diritti ma proprio perché questi trovino concreta soddisfazione, è necessario che un programma dell´Ulivo per Genova si proponga, appunto in via prioritaria, l´obiettivo dello sviluppo. Ciò vuol dire ad esempio assumere la realizzazione in tempi brevi del terzo valico, condizione di vita o di morte del porto e quindi della città. Ciò vuol dire puntare con la massima determinazione sullo sviluppo delle infrastrutture portuali e a quelle di collegamento, sul rafforzamento dell´industria e sulla modernizzazione del turismo e del commercio. Naturalmente non possono essere elusi i problemi della mobilità, della manutenzione e dell´igiene urbana che certo deve passare per il potenziamento della raccolta differenziata ma non può prescindere dalla realizzazione del termovalorizzatore. <br />Credo che per formulare un programma articolato e dettagliato su questi e altri aspetti, il tavolo dell´Ulivo debba al più presto mettersi la lavoro. Compete poi ai partiti e al candidato sindaco trovare la convergenza con le altre componenti dell´Unione che presenteranno loro liste e quindi loro programmi con accenti diversi. <br />Ma di convergenza si può parlare soltanto a partire da un punto fermo cioè da progetti e idee concreti e condivisi da tutti coloro che nell´Ulivo si riconoscono. In conclusione, a Genova l´Ulivo può realizzare un duplice obiettivo: costruire un buon programma riformista, un vero e proprio progetto di sviluppo e di crescita della città, e compiere al tempo stesso un altro decisivo passo avanti verso la costituzione del Partito Democratico. Dunque: Ulivo se ci sei batti un colpo. </p>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 17:20:12 -0600</pubDate>
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<![CDATA[Ora più che mai il Partito democratico]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=112</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;">Oggi più che mai sono favorevole alla proposta di aprire la Costituente per costruire il Partito Democratico, che è al centro del nostro dibattito congressuale. Diverse sono le ragioni storiche, politiche, culturali di questa mia scelta. <br />Tra le prime vi è la volontà di portare a compimento quel processo che nei primi anni di questo secolo ha cominciato ad unire ciò che nel &lsquo;900 è stato diviso, portando il centrosinistra al Governo del Paese, di sedici Regioni, della grande maggioranza di Comuni e Province. Risultati che non sarebbero stati possibili senza un nucleo fortemente coeso ed espansivo che si facesse carico di aggregare le principali forze del riformismo italiano: da questa consapevolezza è nata l´esperienza di Uniti nell´Ulivo iniziata alle Europee del 2004. Una scelta figlia di un percorso avviatosi dopo la sconfitta del 2001 e maturata nelle vittorie delle amministrative del 2002 e del 2003, ottenute con alleanze ampie e articolate. Ma se con le alleanze si vince, per governare serve qualcosa di più. È quello che ci insegnano queste giornate in cui la crisi del Governo Prodi sconcerta coloro che hanno riposto in noi le loro speranze di riscatto morale e politico. Serve un cuore riformista della coalizione capace di coniugare radicamento sociale e territoriale, ricchezza dei gruppi dirigenti, elaborazione programmatica e forza elettorale. In Uniti nell´Ulivo, che dalla sua prima prova raccoglie stabilmente oltre il 30% del consenso dei consensi, gli elettori del centro sinistra hanno trovato tutto questo.<br />Ne è stata prova la straordinaria vittoria di Romano Prodi alle elezioni Primarie del 2005 con le quali il nostro popolo ha voluto affermare di sentirsi in forte sintonia con una politica che offriva unità e partecipazione e la prospettiva di un governo stabile, trasparente, efficace. È un mandato che dobbiamo rinnovare: impegnadoci a sostenere ancora Romano Prodi e il suo Governo e accelerando il più possibile la realizzazione del Partito Democratico, che sarà il primo punto di forza della nuova fase politica che tutti auspichiamo. Senza il Partito Democratico governare sarà ancora più difficile. <br />Per questo la costruzione del Partito Democratico e il suo destino non appartengono solo alle scelte e al consenso degli iscritti e delle iscritte dei Partiti protagonisti della proposta, che saranno comunque decisivi; ma riguardano i tanti che aspirano a realizzare un rinnovamento della politica che sia il tratto dominante della nostra esperienza di governo. Una politica non ripiegata che guarda l´Italia con gli occhi di chi avrà 20 anni nel 2010. <br />Un Partito nuovo, nel quale nessuno dimentichi o rimuova le proprie radici, ma in cui tutti mettano a disposizione la propria esperienza per costruire una società che coniughi libertà, opportunità e diritti, giustizia ed eguaglianza: un viaggio verso una sinistra del 21° secolo. <br />Ho incontrato la politica nel ´900. Il 30 aprile 1975 mi sono iscritto alla Fgci e il giorno dopo diffondevo l´Unità che titolava: "Il Vietnam ha vinto". Erano gli anni in cui Enrico Berlinguer, comprendendo il rischio di decadimento morale del Paese e di fronte all´inizio degli effetti della deindustrializzazione e agli attacchi alla società italiana del terrorismo e dello stragismo, poneva al centro della politica della sinistra il valore non negoziabile della democrazia e dell´unità dei democratici e delle forze popolari. Un pensiero che penetrava il futuro e che oggi possiamo portare a compimento. <br />La caduta del Muro di Berlino ha sancito il definitivo fallimento del comunismo. Ma non ha decretato la fine della sinistra e dei nostri ideali. Abbiamo saputo metterci in discussione e rimetterci in gioco. Il 21° secolo della sinistra inizia l´ultimo decennio del 20°. <br />La costruzione del Pds prima e dei Ds poi avevano già l´obiettivo di ospitare diverse culture politiche. Oggi dobbiamo fare un passo ulteriore, quello decisivo: perché il futuro è già oggi. Questo è il compito, difficile e ambizioso e per questo affascinante, del nuovo Partito, che dovrà misurarsi sui contenuti che sono già nell´agenda del Governo e che devono diventare obiettivi del Paese.<br />Infine sono fortemente convinto che la prima garanzia perché il Partito Democratico nasca come vorremmo sia l´unità dei Democratici di Sinistra. Non è questo un retorico richiamo "all´unità", bensì una convinzione profonda: che il Partito Democratico ha bisogno di tutta la ricchezza dei Ds, della sua dialettica interna. Abbiamo reso i Ds un partito plurale che non deve temere nulla dalla confluenza in un nuovo soggetto politico che sarà pluralista e si fonderà sulla partecipazione e sulla democrazia dei meccanismi di scelta delle candidature e dei programmi. <br />In Liguria abbiamo già realizzato, primi in Italia, alcune decisioni politiche che fanno parte della fase costituente che si apre con questo Congresso, in primis la costituzione del Gruppo unico dell´Ulivo in Regione. Consapevoli che l´alternativa al Partito Democratico è la rinuncia a una ricomposizione della politica italiana in chiave europea e bipolare, un ritorno alle derive centriste e all´isolamento di una sinistra incapace di rinnovarsi e di parlare al Paese. Non facciamo il Partito Democratico solo perché ne abbiamo bisogno noi. Lo facciamo perché ne ha bisogno l´Italia.</div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 17:18:17 -0600</pubDate>
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<![CDATA[I 12 saggi dell\'Ulivo rendono pubblica la carta costituente del nuovo partito che dovrebbe vedere la luce entro il 2008]]> 
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<![CDATA[<div id="div-titolazione" style="text-align: justify;">
<div xml:lang="it" class="doc">
<div class="articolo">
<div class="titolazione">
<div class="titolo" style="font-style: italic;"> <span class="titolo">Ecco il manifesto del partito democratico<br /></span> </div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;"><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO --> 			 				 					 							<!-- google_ad_section_start --> 							   </div>
<div class="p" style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;" id="U1202830901116dGI" class="span">ROMA</span> - E' arrivato il manifesto del Partito democratico. Il documento con la cui sottoscrizione nasceranno i futuri sostenitori della nuova formazione politica. «Sottoscrivendo questo manifesto ci impegnamo a lavorare con piena convinzione, determinazione e lealtà per fare, a tutti gli effetti, entro la fine del 2008, dell'Ulivo il Partito dei democratici, il nostro partito». È il traguardo indicato nel Manifesto per il partito democratico, scritto in tre mesi dai 12 saggi dell'Ulivo. Il manifesto, che contiene i principi ed i valori del partito nuovo, è composto di 15 cartelle, suddivise in tre capitoli: Noi, i democraticì, «L'Italia, una nazione d'Europa, L'Ulivo, il nostro partito». Nel manifesto si afferma che sottoscrivere il manifesto e versare una quota minima «saranno condizione per partecipare, sulla base del principio "una testa, un voto", alla formazione degli organi costituenti, secondo le regole definite in modo consensuale dal coordinamento dell'Ulivo».<br /></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div class="p" style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;" id="U1202830901116rUB" class="span"><br />PRIMARIE </span>- Una dei principali punti del manifesto è quello della creazione della leadership che arriverà attraverso lo strumento delle elezioni primarie. «Ci impegnamo a costruire un partito che, sin dalla sua fase fondativa, sia aperto alla partecipazione di una larga platea di cittadini, ed affidi al loro voto, diretto e segreto, la scelta della leadership». È il passaggio del Manifesto per il Partito Democratico nel quale si individua nelle primarie lo strumento per la scelta del leader del Pd. Il manifesto descrive i caratteri del partito che verrà, «un partito di popolo, radicato e diffuso sul territorio, capace di rendere partecipati e condivisi i processi di riforma». Un partito, attento al pluralismo interno e «capace di parlare al paese con una voce autorevole, che proponga il suo leader alla guida del governo della nazione, un partito che affidi al metodo delle primarie la scelta delle candidature alle massime cariche di governo nelle Regioni e negli enti locali».<br /> </div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div class="p" style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;" id="U1202830901116cfH" class="span"><br />RIFORMISMO</span> - «Vogliamo contribuire a rinnovare la politica europea, dando vita, con il Pse e le altre componenti riformiste, ad un nuovo vasto campo di forze, che colmi la carenza di indirizzo politico sulla scena continentale». È quanto si legge nel Manifesto del Partito democratico. «Intendiamo concorrere a costruire nel mondo - prosegue il documento - una nuova alleanza tra tutti quelli che vogliono fare della globalizzazione una opportunità per molti piuttosto che l'occasione per rafforzare il potere e la ricchezza di pochi».<br /></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div class="p" style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;" id="U1202830901116G0G" class="span"><br />RADICI NEL CRISTIANESIMO E NELL'ILLUMINISMO</span> - I valori del Partito democratico, e cioè «libertà, uguaglianza, solidarietà, pace, dignità della persona», hanno le loro radici «nel cristianesimo, nell'illuminismo e nel loro complesso e sofferto rapporto» si i legge sempre nel Manifesto del Partito democratico. «Ci riconosciamo - prosegue il documento redatto dai 12 saggi - nei valori di libertà, uguaglianza, solidarietà, pace, dignità della persona che ispirano la Costituzione repubblicana e nell'impegno a farli vivere in Europa e nel mondo. Questi valori discendono da molti affluenti della cultura democratica europea. Hanno le loro radici più profonde nel cristianesimo, nell'illuminismo e nel loro complesso e sofferto rapporto. Traggono alimento sia dal pensiero politico liberale, sia da quello socialista, sia da quello cattolico democratico. Sono maturati nella dialettica tra queste diverse tradizioni e dal confronto con le sfide proposte dalle culture ambientaliste, dei diritti civili e della libertà femminile, oltre che nella condanna delle ideologie e dei regimi totalitari del Novecento». Questi valori, continua il Manifesto, «sono anche frutto di una lunga sequenza di conflitti, basati su appartenenze religiose o di classe, e di tragici errori. Oggi possiamo considerare alle nostre spalle quei conflitti e quegli errori».<br /> </div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div class="p" style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;" id="U1202830901116iiB" class="span"><br />RAPPRESENTANZA MINIMA DI GENERE</span> - Una norma «antidiscriminatoria» sulla rappresentanza minima del 40% per ciascuno dei due generi, un «rigoroso codice deontologico» per la scelta di candidature ed incarichi e norme statutarie per un limite al rinnovo dei mandati sono alcuni degli altri punti fondanti del manifesto. </div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 11:40:18 -0600</pubDate>
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<![CDATA[Partito democratico, Prodi avverte: \'\'Tornare indietro è salto nel buio\'\']]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=109</link>
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<![CDATA[<p>Cliccate sul link per leggere tutto l'articolo:</p>
<p>Articolo tratto da Repubblica.it <u><font color="#800080"><a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/politica/partito-democratico-veltroni/prodi-nontornare-indietro/prodi-nontornare-indietro.html">clicca qui</a></font></u></p>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Mon, 11 Dec 2006 21:25:12 -0600</pubDate>
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<![CDATA[Sanremo: incontro del Partito Democratico, i risultati]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=81</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-style: italic;">di A. Gu. da SanremoNews (www.sanremonews.it)</span><br /><br />Si è svolto presso il teatro Tabarin di Sanremo l&rsquo;incontro pubblico, organizzato dal gruppo promotore del Partito Democratico di Sanremo con i vertici dell&rsquo;Associazione per il Partito Democratico Liguria, il presidente Giuseppe Pericu, sindaco di Genova, il segretario, onorevole Stefano Zara ed il tesoriere Luigino Montersolo. L&rsquo;incontro ha visto la partecipazione di oltre 150 persone tra le quali il sindaco di Sanremo, Claudio Borea, e numerosi altri primi cittadini di località del comprensorio, oltre ad assessori regionali, assessori e consiglieri locali e rappresentanti di partiti e, in numero preponderante, cittadini del &lsquo;popolo delle primarie&rsquo; ai quali in particolare era stato rivolto l&rsquo;invito. <br /><br />&ldquo;Di questa vasta partecipazione siamo molto soddisfatti e ringraziamo tutti &ndash; dichiara Silvano Toffolutti, uno dei promotori dell&rsquo;incontro -. Particolarmente apprezzato ed applaudito l&rsquo;intervento del professor Pericu che, con molta razionalità, ha evidenziato quali forti motivazioni abbiano concorso alla nascita del Partito Democratico dell&rsquo;Ulivo, oltre a constatare l&rsquo;oramai indiscutibile crisi di elaborazione politica e di governo dei partiti tradizionali per eccesso di frammentazione, incrostazioni ideologiche inattuali, perdita di molte delle loro iniziali virtù di radicamento sociale e di formazione di nuove classi dirigenti.<br /><br />Oggi, per contro, vi è bisogno urgente di ristrutturazione del quadro politico che sia in grado di raccogliere un ampio consenso dei cittadini, in grado di esprimere forme di governo autonome ed indipendenti che possano dare risposte concrete ai motivi di disagio che permeano la nostra società. Si vuole dunque far nascere un partito post-ideologico ma con forti ideali e serie regole di funzionamento, riformatore e non rivoluzionario, fortemente partecipato propositivamente dai cittadini anche attraverso una diffusa utilizzazione di elezioni primarie che evitino l&rsquo;immobilismo di una classe dirigente eterna ed autoreferenziale. Tutto ciò può avvenire attraverso un forte coinvolgimento dei partiti purché gli stessi manifestino sinceramente con azioni non dilatorie, delle decisioni e scelte operative.<br /><br />L&rsquo;onorevole Stefano Zara ha rimarcato alcuni punti del programma organizzativo dell&rsquo;associazione Liguria confermando la puntuale volontà di rappresentare un punto di riferimento e coordinamento di tipo federativo per tutte le associazioni che stanno nascendo in sede locale con ciò andando puntualmente incontro anche alle nostre istanze. Infine, Luigino Montersolo ha opportunamente enfatizzato l&rsquo;assoluta necessità per il nostro paese di realizzare il progetto comune che in tanti stiamo cercando di costruire, per evitare il declino dell&rsquo;Italia, per porre le nostre intelligenze e la nostra passione al servizio di un futuro migliore. <br /><br />Alcuni interventi di presenti hanno confermato le linee guida di una necessaria azione politica in grado di realizzare il progetto anche se con diversi accenti sui tempi necessari ed opportuni per realizzarlo; ma questo dovrà essere il luogo del nostro indispensabile confronto.<br /><br />Per questa azione è stato anche proposto che la nostra città &ndash; conclude Toffolutti - diventi un Laboratorio per il Partito Democratico che, aperto al confronto con tutti coloro che ci credono ed utilizzando anche tutta l&rsquo;ampia elaborazione e discussione nazionale, realizzi un progetto idoneo per le singole realtà locali che, nell&rsquo;ambito di una propria autonomia, dovrebbero poi federarsi nelle varie scale territoriali costituendo dal basso le fondamenta della nuova struttura politica. In questo progetto il nostro gruppo promotore che ha già costituito l&rsquo;Associazione per il Partito Democratico di Sanremo si impegna ad operare&rdquo;.<br /><br style="text-decoration: underline;" /><span style="text-decoration: underline;">Per contatti:</span> <a href="mailto:info@sanremo.partitodemocratico.biz">info@sanremo.partitodemocratico.biz</a>. </div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 13:16:05 -0500</pubDate>
<guid isPermaLink="false">tag:cadenhead.org,2004-05-20:java21days.81</guid>
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<![CDATA[Prodi: \'\'Non mollo, unirò i riformisti\'\']]> 
</title>
<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=39</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;">"Se il governo avrà successo, sarà un collaudo per il nuovo soggetto". "Non cambio coalizione, ma se siamo seri possiamo attrarre altri". Il premier apre la Festa dell´Unità e rilancia sul partito democratico più robusti<br /> 									 								  <em>di Marco Marozzi, la Repubblica</em><br /><br /> 									 									 									 									 																		 									 									 									</div>
<div class="testo" style="text-align: justify;">«State tranquilli. Sul Partito democratico non mollo. Perché riformare la legge elettorale è importante, ma non basta. C´è bisogno di una struttura politica in cui si formi la gente, in cui ci sia la costruzione del programma. Di un edificio in cui si fa politica». Romano Prodi rilancia «l´impegno di una vita». Lo fa davanti al popolo ds che lo acclama, con Piero Fassino in prima fila. Lo fa all´apertura della Festa nazionale dell´Unità, in quella Pesaro dove la Quercia inaugurò cinque anni fa la sua nuova strada per rispondere alla vittoria di Berlusconi. «Dieci anni fa - dice il presidente del Consiglio - sono entrato in politica con un solo obiettivo: unire le forze riformiste. Non sono cambiato nemmeno di un centimetro. L´obiettivo è lo stesso. Allora si chiamava Ulivo, ora Partito democratico». E il discorso si allarga a un lavoro unico. «Se il governo ha successo. - lancia Prodi - è un grande collaudo. Se no tutto diventa più difficile».<br /><br />E´ Ezio Mauro a trascinarlo, alla fine di una lunga intervista. Il direttore di Repubblica gli chiede perché non cada il «muro» che impedisce di realizzare «quel che nella coscienza della gente c´è già»? «Perché tutti sono in ritardo?». Il Professore si distende in quello che diventa un appello alla politica che riparte, alla sua coalizione e insieme al suo governo di cui celebra, nonostante tutto, la «coesione». «Partito democratico è mettere insieme quelli che pensano che il Paese debba cambiare, che ci debba essere una distribuzione migliore del reddito, che si debba disincrostrare». L´applauso sotto in tendone è caldissimo. Flavia, la moglie, ride e tira un sospiro. Fassino sale sul palco a far festa comune. Lui, salutando Prodi, aveva lanciato l´orizzonte del Partito democratico. E il presidente del Consiglio, sotto le domande di Mauro, aveva tracciato un filo unico fra quel che succede in politica estera ed economica e un modo diverso di far politica. «E´ come con il Libano. Il successo lì aprirà la strada al discorso sulla Palestina».<br /><br />Partito democratico come approdo, ma anche partenza. Palazzo Chigi come dimostrazione di una cultura di governo. «Non mettiamo limiti alla Provvidenza» risponde sulla possibilità che esponenti del centrodestra, come Follini, si spostino. «Mai fatto caccia ai transfughi. Però so che se si governa bene si ha molta più capacità di attrazione. Noi potremo attrarre qualcuno solo se mostreremo serietà». Questa è l´unica strada, per Prodi. Non Grandi Coalizioni. «Io ho vinto le elezioni con una coalizione e un programma. Non cambio. Andrei anche contro quel che mi ha detto Bush: hai vinto dicendo che ti ritiravi dall´Iraq, è giusto rispetti gli impegni». «Eravamo più robusti due giorni dopo le elezioni o oggi? Un po´ più oggi» si inorgoglisce il premier alla richiesta se governerà cinque anni. «Ora c´è la prova della finanziaria, dobbiamo avere successo, ma in politica le prove ci sono per essere superate. Noi abbiamo i numeri, c´è uno spirito di coalizione perché sta crescendo il senso di responsabilità». «Dieci anni, dieci anni» gli urla la platea. «Ragazzi, ho voglia anche di vacanze».<br /><br />«Stabilità» è la parola d´ordine prodiana. «Se non abbiamo governi che durano cinque anni saremo sempre periferici. Se non c´è continuità un Paese è rovinato». Ed ecco l´insistere sulla necessità di cambiare la legge elettorale del centrodestra. «Un nuova sciagura». Ma il centrosinistra sarà unito? «Certo. Per due motivi. Primo: perché la nuova legge ha creato la possibilità che Senato e Camera siano di colore diverso. Ci siamo andati vicini. Secondo: perché ha rotto il rapporto fra elettori e candidato. Gli elettori non possono andare alle urne come al McDonald, con liste già decise». «Paese da cambiare». Con una Rai diversa a raccontarlo. «Nessuno mi può rimproverare di averci messo mai le mani. In agosto, con tutto quello che succedeva, non c´è mai stata un´intervista al presidente del Consiglio. Ma il problema non è di nomine, di potere. E´ prima di tutto di servizio pubblico. Di come si ragiona su quel che è educativo e quel che diseduca. Dei messaggi che si sono mandati, dell´ironia che si è fatta su aspetti della società italiana. Non ho visto messaggi che abbiano migliorato il senso di coesione, trasparenza, solidarietà».</div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[rassegna stampa]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Wed, 30 Aug 2006 15:07:03 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Credo nella nascita del Partito democratico]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=122</link>
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<![CDATA[<font><font style="font-size: 13px; line-height: 17px;">Salve Beppe, <br />leggo su  "Italians" la risposta che hai dato a Daniel Mori (17 aprile) riguardo al  nascente Partito democratico, e vorrei spendere qualche parola su questo tiro al  bersaglio che leggo tutti i giorni al riguardo. Ho 29 anni e personalmente ho  sempre seguito la politica in modo appassionato e naturale come una normale  prosecuzione della mia personalità, ma non ho mai aderito a un partito per i  motivi che vengono espressi nella lettera e nella tua risposta, poca democrazia  interna, ceti dirigenti cotti e bolliti, gerontocrazia, visione ombelicale dei  fatti del mondo, ma da giugno ho deciso di aderire all'Associazione per il  Partito democratico della mia regione, la Liguria. <br />Perché l'ho fatto? Perché  il Partito democratico rappresenta una possibilità di cambiamento, piccola,  labile, evanescente ma è una possibilità. Tra un sistema partitico ridotto a  branchi politici alla ricerca dell'osso più grosso da spolpare, io scelgo di  provare a far entrare le mie idee in un processo di creazione di un partito  nuovo, che non consideri le donne un simpatico orpello, i giovani l'anello  debole dove scaricare le inefficienze del sistema, la politica estera un eterno  derby morale tra antiamericani e filoatlantici o la politica ecologica una  passeggiata la domenica mattina con i bambini e i palloncini al sole. Il Partito  democratico, inoltre, potrebbe veramente cambiare anche la politica della  sinistra radicale e scongelarla dai suoi egoismi di capi banda e dalle pastoie  di un vetero comunismo che continua a dare risposte vecchie, e fallite, a  problemi nuovi. Io e le giovani donne e uomini che ci siamo imbarcati ci  crediamo, e continuiamo a pensare che una speranza piccina sia meglio di nessuna  speranza. <br />E se alla fine verrà fuori il solito papocchio all'italiana?  Avremo comunque qualcosa da raccontare ai nipotini.</font></font>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[interventi & testimonianze]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Thu, 19 Apr 2007 11:27:27 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Quel duello che non finisce mai: dietro lo scontro tra radicali e riformisti]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=115</link>
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<![CDATA[In Gran Bretagna è stato appena pubblicato un libro molto interessante che si intitola What´s Left?. Ne è autore Nick Cohen, un insigne giornalista di sinistra, socialista sin da giovane, ma che oggi riconosce che il socialismo è morto da quando l´utopia di un´economia post-capitalista non è più all´ordine del giorno. La morte del socialismo, dice Cohen, ha portato una "tetra liberazione" a chi era schierato con la sinistra più radicale. Al posto di prefigurarsi un futuro socialista, adesso questa sinistra è libera di accompagnarsi a qualsiasi movimento, purché sia contro lo status quo e, più specificatamente, contro l´America. Qualsiasi cosa possa pregiudicare la posizione dell´America nel mondo è sottoscrivibile. Chiunque sia contro gli Stati Uniti tout court è patrocinabile. Tutto ciò spinge la sinistra radicale in direzione di alcune visioni del mondo del tutto irrazionali. <br />
<p class="articolo" style="text-align: justify;">Perché mai, si chiede Cohen, la sinistra sottovaluta la minaccia che l´Islam militante rappresenta per i valori dell´Occidente? Questa forma di Islam incarna tutto ciò verso cui la sinistra fa mostra di provare avversione: è contro la libertà di espressione, non ammette i valori liberali e crede nell´oppressione dichiarata del sesso femminile, ivi compresi i delitti d´onore. Perché la Palestina è una causa per la quale la sinistra si batte, ma così non è per la Cina, il Sudan, lo Zimbabwe, il Congo e la Corea del Nord? Perché coloro che hanno marciato manifestando contro l´invasione dell´Iraq non hanno condannato il regime fascista di Saddam Hussein con la stessa veemenza con la quale hanno avversato la guerra? <br />Nel momento in cui il governo Prodi è caduto perché due senatori non erano disposti ad accettare la presenza dei soldati italiani in Afghanistan o l´allargamento della base Nato di Vicenza, questi sono interrogativi pertinenti. I Taliban si preparano a scagliare un´offensiva in primavera e la Nato sta portando avanti in Afghanistan un incarico molto importante, che vede coinvolti i soldati di vari Paesi. Davvero i contrari a questa missione preferirebbero che l´Afghanistan facesse ritorno a una società dominata da una consorteria religiosa che è tra le più intolleranti e prevaricatrici al mondo? Si può essere d´accordo o in disaccordo con l´iniziale intervento militare in Afghanistan, ma adesso abbandonare quel Paese sarebbe il colmo della follia e dell´irresponsabilità. <br />Nondimeno, la sinistra oggi è divisa al proprio interno. La sinistra radicale non solo è una variante più avventurosa di riformismo: essa ha altresì una visione completamente diversa del mondo, una che potremmo a ragion veduta definire reazionaria. Gli odierni radicali di sinistra sono conservatori sotto mentite spoglie. Persistono ad avere una mentalità da Guerra Fredda, ben dopo la scomparsa di quel mondo bipolare. Tuttora sperano&hellip;che cosa? <br />Un ritorno al socialismo o al comunismo non potrà verificarsi, dal momento che era errato - così oggi noi riteniamo - il presupposto dal quale partivano entrambi, vale a dire il fatto che lo Stato potesse sostituirsi ai mercati nell´adeguare la produzione alle necessità umane. Soltanto i mercati capaci di reagire ogni giorno a milioni di indici dei prezzi saranno in grado di affrontare le enormi complessità delle economie moderne. Questo non significa che dovremmo essere alla mercé dei mercati, non più di quanto siamo alla mercé dello Stato. Una società positiva che la sinistra dovrebbe sostenere a livello locale, nazionale e globale è quella che sa controbilanciare un mercato efficiente e un governo democratico e dinamico, unitamente a una sfera civile solida, che prende parte a ogni processo; un ordine sociale contrassegnato dalla libertà di azione e di espressione, dalla legalità e dall´uguaglianza tra uomini e donne. Questi sono ideali concreti, non fantasie utopistiche, e sono ideali per i quali vale la pena combattere. La caduta del socialismo non corrisponde alla fine della sinistra. L´obiettivo di creare una società che sappia abbinare prosperità e solidarietà a un basso livello di ineguaglianza è quanto mai vivo. <br />È triste per me, sostenitore tenace di un centrosinistra coeso in Italia, constatare che pochi individui &ndash; di sinistra &ndash; potrebbero ancora una volta riconsegnare il governo del Paese alla destra politica. Che genere di politica è mai questa nella quale non vi è senso della responsabilità collettiva, nella quale il bene più grande del Paese è sacrificato sull´altare della correttezza politica? A un osservatore esterno tutto ciò appare privo di senso. A me sembra che alcune persone appartenenti alla sinistra tradizionale molto semplicemente non siano pronte ad accettare le responsabilità di governo. Sono felici soltanto all´opposizione, quando di ogni cosa è possibile biasimare la destra, in modo alquanto conveniente e familiare. Ciò ben si confà a quello che afferma Cohen: solo quando si sa contro cosa si è, e non per che cosa ci si batte, allora, innegabilmente, si è più contenti all´opposizione. <br />La sinistra tradizionale forse oggi può ancora trovare qualcuno da ammirare, Hugo Chavez in Venezuela, per esempio, o Evo Morales in Bolivia, o forse ancora, Fidel Castro. Anche loro ascrivono tutti i mali del mondo agli americani, oppure alle grandi e cattive corporation. Nondimeno, si guardi con attenzione a quello che questi leader stanno facendo nei loro Paesi: Chavez in Venezuela sta distruggendo la democrazia, promette di utilizzare i proventi del petrolio nazionale per aiutare gli indigenti, ma da quando egli ha assunto la leadership la percentuale di chi è in situazione di povertà è di fatto cresciuta. Morales sta nazionalizzando l´industria petrolifera boliviana, mettendo così in fuga quegli stessi investitori d´oltreoceano di cui l´industria del Paese ha urgentemente bisogno, se intende essere competitiva e contribuire allo sviluppo di quella povera nazione. Cuba da quaranta anni è una dittatura, con un´infrastruttura economica che è andata letteralmente a pezzi da quando gli aiuti provenienti dall´Unione Sovietica sono cessati. Per contro, sotto i governi riformisti di Ricardo Lagos, e attualmente di Michelle Bachelet, il Cile è diventato la nazione di maggior successo dell´America del Sud. Questo è il Paese al quale gli altri della regione dovrebbero guardare, per prenderlo a modello per il loro stesso futuro. La percentuale di persone che vivevano sotto la soglia di povertà è scesa dal 30 per cento e più di dodici anni fa all´odierno 18 per cento. <br />L´Italia ha un bisogno disperato di riforme e innovazione. Dal mio punto di vista soltanto un centrosinistra progressista potrà fornirgliele. Sia nel caso in cui l´attuale governo sopravviva, sia nel caso in cui esso invece non sopravviva, i progressisti in Italia devono continuare a perseguire un raggruppamento politico efficiente e integrato. Meglio ancora, un unico Partito Democratico, in grado di arrivare al potere e restarvi, senza più dover dipendere - ammesso che ciò sia possibile - da coalizioni fragili ed effimere, delle quali fanno parte gruppi politici la cui visione appartiene a un mondo ormai scomparso. Questo è un obiettivo da perseguire con rigenerato vigore e rinnovato impegno, qualsiasi cosa accada a breve termine.<br /><br />(traduzione di Anna Bissanti)		 </p>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[interventi & testimonianze]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 17:27:02 -0600</pubDate>
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<![CDATA[Le primarie made in Genoa]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=66</link>
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<![CDATA[ELEZIONI primarie come strumento di partecipazione democratica sostanziale, valida alternativa alla selezione dei candidati affidata esclusivamente ai vertici autoreferenziali dei partiti: così le vorrebbe la società civile, che vede in esse una importante occasione di coinvolgimento. In quest´ottica la definizione delle regole per le primarie non è una mera questione procedurale. Le regole non sono mai indifferenti nei confronti degli esiti e dunque, per avere esiti coerenti, sono necessarie buone regole.<br />
<div style="text-align: justify;">Le primarie, come metodo di selezione dei candidati, sono di per sé uno strumento estremamente flessibile e possono essere usate - in assenza di una disciplina legislativa, prevista invece negli Stati Uniti o, in Italia, per le elezioni regionali toscane - nelle forme e secondo le regole più diverse Per chi organizza le primarie e ne definisce le regole, le decisioni principali riguardano le scelte su chi può votare e su chi può candidarsi.<br />La risposta alla domanda "chi vota alle primarie?" riguarda la definizione dell´elettorato attivo. Schematizzando, due sono le soluzioni possibili. In caso di primarie chiuse sono ammessi a votare soltanto gli iscritti ai partiti: in questo caso esiste una democratizzazione nella scelta dei candidati, che resta sottratta ai vertici di partito, ma non si produce il coinvolgimento dei simpatizzanti non iscritti. In caso di primarie aperte sono invece ammessi a votare tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro iscrizione a un partito.<br />Coerentemente con l´obiettivo di ampliare la partecipazione democratica, il centrosinistra in Italia, l´unico ad aver fino ad oggi utilizzato le primarie, ha sempre privilegiato soluzioni caratterizzate dalla massima inclusività. Solo così le primarie possono rimediare, almeno parzialmente, alla ormai manifesta incapacità dei partiti a veicolare la domanda di partecipazione popolare e contribuire alla costruzione di un nuovo modo di fare politica, anche nell´ottica di un ripensamento della forma-partito e in vista del futuro Partito Democratico. Primarie aperte, dunque, apertissime per quanto riguarda l´elettorato attivo.<br />D´altra parte, una mobilitazione così ampia dell´elettorato mal si concilia con la ristretta offerta di due candidati appartenenti ad uno stesso partito. E veniamo qui al secondo punto delle regole, ossia la risposta alla domanda "chi può candidarsi?", vale a dire la definizione dell´elettorato passivo. <br />Affinché l´intervento degli elettori alle primarie non sia solo formale, riducendosi a una legittimazione plebiscitaria di scelte di partito, occorre inoltre che essi abbiano realmente la possibilità di scegliere in una rosa di candidature, ciascuna delle quali sia compiuta espressione di una diversa area culturale del centrosinistra, ed al limite veda in lizza anche candidati indipendenti dai partiti. In questo modo, ai diversi candidati possono corrispondere anche diverse priorità dal punto di vista delle elaborazioni programmatiche, e le primarie consentirebbero di scegliere non solo il candidato, ma anche il suo programma di governo. È chiaro inoltre che le candidature dovranno essere supportate da un adeguato numero di firme che, tenendo conto delle dimensioni della città, potrebbe essere utilmente fissato tra un minimo di 1000 e un massimo di 1500.<br />Infine, va rammentato che le primarie debbono essere organizzate in modo da offrire a tutti adeguate garanzie procedurali. Nel caso di primarie di coalizione auto-regolate, come sarebbero quelle genovesi, dette garanzie potrebbero essere assicurate da un comitato di garanzia rappresentativo dell´intera coalizione. La regola elettorale è il maggioritario a turno unico, per cui vince chi ottiene anche un solo voto più degli avversari. L´organizzazione dei seggi potrebbe replicare le modalità adottate in occasione delle primarie nazionali del 16 ottobre 2005, vinte da Romano Prodi. Allora, sul territorio del Comune di Genova furono costituite 71 postazioni elettorali, che si dimostrarono in grado di fronteggiare l´amplissima partecipazione. Il finanziamento basato sull´oblazione di un euro per ogni votante potrà coprire le spese organizzative.<br />Sì, dunque, alle primarie per Genova. Per rispondere alla forte domanda di partecipazione politica dell´elettorato e per selezionare il candidato più idoneo a rappresentare l´intera coalizione, al di là degli steccati di partito.<br /><br />
<div style="text-align: right; font-style: italic;">M. CARLA ITALIA COSULICH, membro del direttivo ligure Ferpi <br />FULVIO VENTURINO, docente di Scienza Politica, Università di Cagliari</div>
</div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[interventi & testimonianze]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Fri, 29 Sep 2006 08:59:52 -0500</pubDate>
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<![CDATA[Prodi: «Partito democratico, ecco il mio manifesto politico»]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=49</link>
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<![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-style: italic;">La lettera del Presidente del Consiglio inviata ai gruppi dirigenti, ai parlamentari di Ds e Margherita e alle associazioni impegnate nella costruzione del Partito democratico in vista del seminario che si svolgerà a Orvieto il 6 e 7 ottobre</span><em><br /><br /></em>Care amiche, cari amici, <br />con questa lettera desidero invitarvi a partecipare al seminario sulla costruzione del Partito democratico, che si terrà ad Orvieto il 6-7 ottobre prossimi. L&rsquo;incontro è promosso da me quale presidente dell&rsquo;Ulivo, di intesa con i massimi dirigenti di Ds e Margherita, i soggetti che, insieme, hanno presentato le liste unitarie per la camera dei deputati alle scorse elezioni politiche. Questa iniziativa nasce da una discussione approfondita e risponde ad una esigenza posta da milioni e milioni di cittadini che ci hanno sostenuto e che ci sostengono. <br /><br />Con il seminario di Orvieto vogliamo realizzare un incontro fecondo e libero tra i rappresentanti di partiti, associazioni, movimenti e personalità interessati a trasformare l&rsquo;Ulivo da alleanza elettorale a soggetto politico che unisca tutti i democratici. A questo seminario, daranno un contributo fondamentale i professori Pietro Scoppola, Roberto Gualtieri e Salvatore Vassallo, che ringrazio &#64257;n d&rsquo;ora per essersi assunti l&rsquo;incarico gravoso ma decisivo di introdurre i lavori con relazioni impegnative e basilari. <br /><br />Da più di dieci anni &ndash; cioè da quando ho deciso di partecipare attivamente alla vita politica &ndash; l&rsquo;Ulivo è il centro ed è l&rsquo;orizzonte del mio impegno. <br />In questi lunghi anni ci sono stati successi e battute d&rsquo;arresto. Nei momenti belli e in quelli meno belli ho cercato sempre di tenere ferma la rotta, convinto che il nostro paese avesse bisogno di una grande forza democratica e progressista e che questa forza dovesse nascere dall&rsquo;incontro delle tradizioni riformiste che hanno accompagnato la crescita culturale, sociale e civile del nostro popolo e hanno sostenuto attivamente quel processo storico che ha condotto le masse degli umili e dei diseredati, uniti dall&rsquo;impegno nel lavoro e dal desiderio di una vita migliore e di una società più giusta per sé e i propri &#64257;gli, a diventare protagonisti della vita pubblica e, anche attraverso i partiti che hanno dato loro voce e rappresentanza, parte fondamentale e costitutiva della Repubblica e dello stato democratico. <br />Oggi più che mai mi sento di ripetere quello che tante volte ho detto negli anni passati: non ci sono più ragioni perché le tradizioni riformiste dei socialisti, dei popolari e dei cattolici-democratici, dei liberaldemocratici e dei laico-repubblicani, divise dalla storia e dai contrasti ideologici del &lsquo;900, continuino ad essere divise anche in un secolo nuovo, cominciato con qualche anticipo con la caduta del muro di Berlino. <br />Le divisioni del passato non hanno dunque più ragione di esistere, ma è nel futuro che dobbiamo cercare le ragioni di una unità nuova e feconda. <br />Queste ragioni oggi sono forti ed hanno il loro fondamento nella domanda di cambiamento del paese che sale dalla nostra gente che si attende sia un orizzonte di crescita economica e sociale guidata da criteri di equità, di merito e di solidarietà che un quadro di stabilità di governo assicurato da un sistema politico bipolare trasparente e moderno. <br />Offrire una risposta a questa domande è ciò che ci ha guidato nella elaborazione del programma di governo e nella costruzione della coalizione di centrosinistra &ndash; l&rsquo;Unione &ndash; che abbiamo candidato con successo a guidare il paese. <br />Le elezioni le abbiamo vinte. E certo oggi l&rsquo;impegno nel governo è di importanza fondamentale perché la realizzazione del programma dell&rsquo;Unione &ndash; di cui l&rsquo;Ulivo è tanta parte &ndash; a cui gli italiani hanno dato &#64257;ducia è la condizione di successo di ogni ulteriore iniziativa politica. <br />Ora, mentre il paese è unito nell&rsquo;assunzione di responsabilità internazionali per la pace e il governo è impegnato nella definizione di una legge finanziaria che rilanci crescita e sviluppo, potremmo essere portati a dimenticare quanto sia stata dura e difficile la battaglia contro la destra e a sottovalutare l&rsquo;impegno necessario a consolidare la coesione della coalizione e a portare a compimento il progetto dell&rsquo;Ulivo. <br />Non sono trascorsi ancora tre mesi dal referendum costituzionale che ha respinto la sciagurata riforma della Casa delle libertà, chiudendo una stagione politica lunga e densa di appuntamenti elettorali vinti dal centrosinistra. È ai successi della stagione appena conclusa che dobbiamo riallacciarci per dare sostanza e futuro al progetto del Partito democratico. Il risultato delle elezioni politiche del 9-10 aprile ha premiato la proposta dell&rsquo;Ulivo, che, insieme agli altri partiti dell&rsquo;Unione, ha offerto al paese un programma di governo affidabile, nel quale la maggioranza degli elettori ha riconosciuto le possibilità di rilancio dello sviluppo economico e sociale del paese in una cornice di giustizia ed equità per tutti i cittadini. Le successive elezioni amministrative hanno confermato la fiducia conquistata alle politiche, consolidando ed ampliando il radicamento dell&rsquo;Ulivo e dei suoi rappresentanti nei comuni e nelle amministrazioni locali. <br />La destra è all&rsquo;opposizione. L&rsquo;Ulivo &ndash; unito da un comune programma agli altri partiti dell&rsquo;Unione &ndash; è al governo. Dare al paese il governo di cui ha bisogno è prioritario ed è l&rsquo;impegno che abbiamo assunto con tutti gli italiani. <br />Eppure la responsabilità che oggi avvertiamo non si esaurisce nell&rsquo;esercizio del governo, ma si estende anche all&rsquo;impegno a condurre in porto quel processo politico che, dopo anni di sforzi ed esperimenti, ha portato, anche attraverso le primarie del 16 ottobre 2005, alla decisione di proporre la lista unica dell&rsquo;Ulivo alla camera dei deputati e, quindi, riconoscendo il successo di questa proposta e le speranze sottese in questo successo, alla costituzione dei gruppi parlamentari dell&rsquo;Ulivo in entrambe le camere. <br />Ho voluto brevemente ripercorrere le tappe del nostro cammino recente perché nulla di quanto abbiamo raggiunto era scontato, perché nulla di quanto abbiamo conseguito è assicurato per il futuro se non avremo la forza di proseguire sulla via delle riforme e dell&rsquo;innovazione. <br />È giunto il momento di formulare proposte ed assumere impegni per costituire quel grande soggetto democratico di cui l&rsquo;Italia ha bisogno per dare stabilità al governo e per consolidare &ndash; anche attraverso gli opportuni aggiustamenti istituzionali e la modifica della legge elettorale &ndash; l&rsquo;impianto bipolare del nostro sistema politico. L&rsquo;Italia ha bisogno di un grande partito moderno che unisca tutti i democratici e che costituisca il baricentro politico e programmatico del campo riformatore e progressista. <br />Taluni, dinanzi alle difficoltà dell&rsquo;impresa, avanzano dubbi, nutrono incertezze, temono la fretta e mettono in guardia dalla effettiva possibilità di una sintesi di tradizioni e valori distinti. Altri mettono in guardia dal rischio verticistico e burocratico, immaginando un partito che si costituisca per sommatoria di Democratici di sinistra e di Margherita, a cui pure viene riconosciuto da tutti &ndash; al di là delle critiche &ndash; un ruolo fondamentale nella promozione del nuovo partito. Altri ancora immaginano la nascita del nuovo partito come una palingenesi che dovrà azzerare le organizzazioni esistenti e sostituirle con un nuovo ordine che nasce da un nuovo inizio senza passato. <br />In tutte le obiezioni che vengono mosse al progetto di Partito democratico vi è qualcosa di vero. <br />Ma noi dobbiamo tenere conto di tutti i dubbi e di tutte le obiezioni e non farci bloccare da nessuna di esse. Dobbiamo avere pazienza, ma dobbiamo anche procedere spediti. È quello che stiamo facendo &ndash; nell&rsquo;Ulivo, nei gruppi parlamentari di camera e senato, nelle regioni e nei comuni &ndash; sforzandoci di immaginare la forma e il percorso da dare a un processo che trasformi l&rsquo;alleanza elettorale dell&rsquo;Ulivo in unità in un partito politico che sia nuovo e aperto. Sono persuaso che occorra innescare &ndash; e re-innescare &ndash; un processo che investa sul desiderio di discussione e sulla voglia di partecipazione della nostra gente, un processo che, per ampiezza e per profondità, si ispiri alla grande esperienza delle Primarie. <br />Senza entusiasmo e senza passione non costruiremo il partito nuovo di cui abbiamo bisogno. Ci vuole fiducia e ottimismo. Quando abbiamo deciso di svolgere le primarie &ndash; la decisione fu presa nel giugno del 2005, dopo passaggi e confronti anche aspri &ndash; chi credeva che più di 4 milioni di cittadini vi avrebbero preso parte? In quella esperienza noi abbiamo costruito un incontro virtuoso tra organizzazione dei partiti ed elettori, abbiamo abbattuto barriere e costruito ponti. Abbiamo evitato che dicotomie negative quali base/ vertice o partiti/società-civile costruissero finte polarità e finte alternative. <br />Il Partito democratico non potrà nascere che dall&rsquo;incontro tra la responsabilità dei gruppi dirigenti (che sarà anche verifica degli stessi) e la voglia di partecipazione, di quello che, per semplicità, chiamo popolo delle primarie. <br />Dobbiamo immaginare un percorso in cui le scelte e le decisioni dei partiti (nei loro organi decisionali, fino ai congressi) si incontrino e convergano con una platea di soggetti più ampia e meno, o diversamente, strutturata. <br />Avendo presente tutto quanto detto, penso quindi che noi dobbiamo iniziare a definire il progetto del Partito democratico, ragionando su tre questioni: le ragioni storiche e politiche del nuovo partito; il suo profilo ideale e programmatico; la sua forma organizzativa e il processo costituente. <br />Sono proprio questi i temi centrali del seminario di Orvieto, che sarà una tappa fondamentale nella costruzione del Partito democratico se offrirà l&rsquo;occasione non solo per interrogarsi ma anche per dare forma e prospettiva alla discussione sulla carta fondativa del nuovo partito e sulla partecipazione larga e strutturata dei nostri sostenitori al processo costituente che, fino da ora, può darsi l&rsquo;obiettivo del battesimo politico alle prossime elezioni europee. La complessità e le difficoltà di questo processo non devono spaventarci. <br />Semmai devono spronarci. È in questo spirito che rinnovo l&rsquo;invito a partecipare al nostro incontro di Orvieto, tappa di un viaggio lungo di cui ormai intravediamo il traguardo e che dobbiamo apprestarci a concludere. <br /></div>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[interventi & testimonianze]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 16:46:46 -0500</pubDate>
<guid isPermaLink="false">tag:cadenhead.org,2004-05-20:java21days.49</guid>
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<![CDATA[L\'Europa che guarda al Partito democratico]]> 
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<link>http://www.partitodemocratico.info/php/articolo.php?id=42</link>
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<![CDATA[<p style="text-align: justify;">«L&rsquo;Italia dell&rsquo;Ulivo è la novità che sta facendo la differenza in Europa e nel mondo». «Faremo di tutto per sostenere la nascita e il rafforzamento del Partito democratico in Italia». <br /></p>
<p style="text-align: justify;"><br />Sono state queste le affermazioni che più abbiamo avuto modo di ascoltare, in queste settimane, e, da ultimo qualche giorno fa a Strasburgo, negli incontri che i Democratici di sinistra hanno avuto con esponenti dei partiti socialisti europei. <br /><br />Vi è certamente un grande interesse e apprezzamento tra le forze democratiche e progressiste del nostro continente, e in maniera particolare all&rsquo;interno della famiglia socialista, nei confronti della nuova fase del nostro Paese, del governo Prodi, dell&rsquo;originale esperienza politica che qui si sta compiendo. <br /><br />E&rsquo; per questi motivi, per conoscere più approfonditamente il processo che in Italia deve portare alla costruzione del Partito democratico, che il gruppo socialista al Parlamento europeo ha invitato, nei giorni scorsi, il Segretario dei Democratici di sinistra Piero Fassino ad intervenire alla assemblea plenaria del gruppo. <br /><br />Alcuni resoconti giornalistici e taluni commenti su quella visita e sui suoi esiti rischiano di dare una percezione non corrispondente alla realtà di quelle che sono invece una forte simpatia e un ampio consenso che sta suscitando nei partiti socialisti europei l&rsquo;esperienza italiana. <br />Siamo certamente soltanto nella fase iniziale di un confronto che è bene approfondire e che è destinato ad interagire con la realtà politica europea. <br /><br />Proprio per questo è di fondamentale importanza che, sin da ora, l&rsquo;esperienza dell&rsquo;Ulivo si confronti con la dimensione della politica a livello europeo e internazionale e che riesca a conquistare simpatia e consenso, a sviluppare alleanze e a partecipare pienamente al dibattito, alla riflessione e all&rsquo;iniziativa anche al di là dei confini del nostro Paese. <br /><br />Mi pare quindi di grande rilevanza che, grazie all&rsquo;iniziativa dei Democratici di sinistra, stia maturando nella famiglia socialista europea la consapevolezza che il processo di costruzione del Partito democratico possa rappresentare una grande opportunità. Così come abbiamo l&rsquo;interesse e la volontà che l&rsquo;Ulivo diventi sempre più la casa comune dei riformisti italiani, dove convergano percorsi e tradizioni diversi, uniti da valori, programmi e obiettivi comuni. Così si sta diffondendo la consapevolezza che dalla nostra esperienza italiana, del tutto peculiare, possa venire un contributo forte per allargare il campo delle forze progressiste nel nostro continente. <br /><br />Tutto ciò non pregiudica né predefinisce oggi caratteri, tappe e punti di arrivo di un percorso che in Italia deve essere condiviso e determinato da volontà comune. <br />Sarebbe tuttavia sbagliato e rischierebbe di privarci di un&rsquo;interlocuzione e di un ambito di lavoro essenziale, se non cogliessimo la disponibilità mostrata verso il Partito democratico da parte della più importante famiglia europea ed internazionale, che raccoglie gran parte dei partiti di centrosinistra e del riformismo democratico in Europa e nel mondo. <br /><br />D&rsquo;altronde le forze che fanno parte dell&rsquo;Ulivo, e la stessa azione di Romano Prodi come Presidente della Commissione Europea, si sono battute per ottenere il riconoscimento anche costituzionale della funzione dei partiti politici europei, come strumenti essenziali per favorire l&rsquo;elaborazione politica, la partecipazione e la presa delle decisioni a livello dell&rsquo;Unione Europea, andando al di là dei particolarismi nazionali. <br />Il rapporto e l&rsquo;interazione col PSE, a cominciare dalla dimensione del Parlamento Europeo, è quindi un tema essenziale per ogni forza riformista e progressista europea. <br /><br />Non si tratta quindi di porre una questione di &ldquo;identità&rdquo; o tanto meno di una astratta &ldquo;scelta ideologica&rdquo; quanto invece di non lasciare sfuggire una opportunità vitale per ogni grande forza riformatrice. PSE e Internazionale Socialista sono oggi organizzazioni plurali, che si sono nel corso degli anni ampliate, in cui convergono le esperienze più significative del riformismo europeo. <br />La dinamica politica italiana deve trovare riscontro e capacità di azione, nella dimensione europea, anche attraverso un proficuo rapporto di sinergia e di dialettica con esse. <br /><br />Le sfide che abbiamo di fronte nel nostro continente, dal rilancio del processo costituzionale europeo alla affermazione del ruolo dell&rsquo;Unione Europea come attore sulla scena internazionale, dalla qualità dello sviluppo economico e sociale alla capacità di governare i fenomeni migratori, dalla garanzia dell&rsquo;accesso alle risorse energetiche allo sviluppo di nuove politiche di cooperazione internazionale, che richiedono di costruire una piena capacità di azione anche a livello europeo. <br /><br />Avremo modo di discutere e confrontarci su queste sfide che, per loro natura, sono complesse. Non è bene cominciare pronunciando dei &ldquo;no&rdquo;. Occorre invece intelligenza, tenacia e immaginazione per fare in modo che la forza e le potenzialità del riformismo italiano si collochino efficacemente al centro dei processi politici del nostro continente. <br /><br /></p>]]> 
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<category domain="http://www.partitodemocratico.info"><![CDATA[interventi & testimonianze]]></category>  
<author>partitodemocratico.info</author>
<pubDate>Wed, 13 Sep 2006 18:42:06 -0500</pubDate>
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